Sobrietà e coronavirus

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Ascolta il videomessaggio di padre Gaetano nella home di questo nostro sito Kaire.tv

Se preferisci leggere, qui il testo:

Carissimi ho appena appurato che il video di ieri ha avuto quasi 600 visualizzazioni, per cui sono incoraggiato a presentarmi di nuovo agli amici che stanno seguendo questi video.

Anche in questa edizione per dare una piccola espressione, quasi una parola chiave che ci può aiutare a vivere queste giornate, quella che penso di mettere in pratica per domani è la parola Sobrietà in quanto ci viene imposto dalla condizione che stiamo vivendo e ci viene dato anche da questo aspetto che quasi risibile di vedere gente che fa delle file enormi nel tentativo di procacciarsi quanti più beni di necessità quasi che si tema una sorta di guerra, per cui non ci sarà che distruzione e non ci si potrà più nemmeno nutrire.

Questo, per noi che siamo e apparteniamo a una giovane generazione, è un fatto inedito perché non sappiamo cosa sia vivere con il “tanto quanto”, noi siamo nati nella nell`abbondanza, i nostri genitori non ci hanno fatto mancare nulla; a loro ai nostri nonni è mancato tutto ma noi grazie a Dio abbiamo avuto tutto.
Se dobbiamo utilizzare il coronavirus come un tempo anche di revisione, che tra l’altro liturgicamente parlandoci viene anche suggerito dal fatto che siamo in piena quaresima, il tema della sobrietà si erge davanti a noi con una forza che non è più da dentro verso fuori ma anche da fuori che ci che ci colpisce dentro, perché stavolta noi non facciamo un esercizio di ascesi nel tentativo di accontentarci di quello che adesso potremo avere in casa, noi diamo adesso una risposta a quello che sta accadendo perché se si dovesse bloccare tutto, sì ci saranno forse determinati beni che non arriveranno più né negli scaffali dei supermarket tanto meno anche nelle nostre case. Ecco che un esercizio di sobrietà di rimettersi nella condizione di farsi bastare quello che si ha è quanto mai necessario.
Il povero Bobby Sands che era quell’irredentista dell’IRA che si fece morire con lo sciopero della fame ai tempi della Thatcher in un carcere dell`Irlanda del Nord durò 66 giorni prima di morire con il suo digiuno così forte: fece digiuno sia della fame e della sete

Noi oggi fortunatamente non siamo in questa condizione, però siamo nella possibilità di fare esperienza per la prima volta nella nostra vita, forse, di ciò che può essere la sobrietà: il farsi bastare quello che ci viene offerto. Questo è l`esercizio che domani possiamo fare per rispondere anche da credenti, da cristiani, da persone responsabili, anche sotto proprio il profilo civile, a questo benedetto/maledetto coronavirus.

 

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